Gonfi di sangue

(clicca sull’immgagine per ingrandire)

Il Resto del Carlino - 21 dicembre 2011

Il Resto del Carlino - 21 dicembre 2011

L’articolo è senz’altro un po’ sensazionalistico, dal momento che in tutte le tradizioni folkloristiche, non ce ne è una in cui il vampiro venga indicato con un aspetto simile ad un’altra.
E come abbiamo appuntato QUI il discorso sull’etimologia è più complicato di quanto indicato.

Tuttavia è interessante la ripresa di questo aspetto meno popolare del vampiro, meno attraente (e forse sottolineato dopo l’idigestione di vampiri bellissimi, gentili, bellissimi, innocui, bellissimi, vegetariani, bellissimi, ogni riferimento alla saga di Twilight è puramente casuale, bellissimi, giusti e bellissimi).
In molte tradizioni, soprattutto in quelle dell’Europa dell’Est, il vampiro viene descritto come gonfio, dalla carnagione scura. Queste caratteristiche venivano attribuite al nutrimento della creatura che tornva alla sua tomba pieno di sangue come una sanguisuga, con la pelle tesa dal fluido vitale.
Più probabilmente era una descrizione molto realistica dei cadaveri nelle prime fasi della decomposizione, che presentano un aspetto gonfio e teso.
Allo stesso modo altri attributi di queste creature notturne ritornate dalla morte erano i capelli lunghi, cresciuti oltremodo dopo la morte così come le unghie delle mani e dei piedi.La fase del rigor mortis, infatti, spinge verso l’esterno i fusti epiliferi e le unghie già formate sotto la cute. La pelle che si disidrata e si ritira offre una vista maggiore di questi stessi elementi, aumentando l’illusione ottica.

La descrizione del vampiro di queste tradizioni è per lo più la descrizione di un morto che ritorna dalla tomba. Nell’articolo, però, hanno messo la foto di Armand.

Etimologia della parola Vampiro

L’etimologia della parola vampiro non è chiara.
Una delle ipotesi più supportate è che derivi dal serbo вампир (pron. vampir). Successivamente si sarebbe sviluppato nel tedesco Vampir, nel francese vampyre e nell’inglese vampire e nell’italiano vampiro.
Nell’Oxford English Dictionary la prima apparizione del termine risale al 1734.

Secondo un’altra teoria il termine si svilupperebbe invece dal turco ubyr, che significa strega. In russo antico, il vampiro è detto inoltre Упирь (Upir’).

Di origine slava anche lo sviluppo dalla radice -pi, mago, stregone, e al verbo lituano wempti, bere, succhiare.

Numerose lingue slave presentano forme parallele del termine serbo: il bulgaro вампир (vampir), il croato upir/upirina, il ceco e slovacco upír, il polacco wąpierz, l’ucraino упир (upyr), il russo упырь (upyr’), il bielorusso упыр (upyr), e l’antico slavo dell’est упирь (upir’). Successivamente, la maggior parte di queste lingue adottarono forme come “vampir/wampir” dall’Occidente.

Nell’Europa dell’Est si definiva così un essere chimerico che secondo la superstizione popolare esce dalle tombe per succhiare il sangue, carne, anima o fluidi dei viventi.

Il taccuino di Padre Primo - disegno di Maria Chiara Tamani
Il taccuino di Padre Primo – disegno di Maria Chiara Tamani