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	<title>Luce nel Nero</title>
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	<description>C&#039;è luce nel nero santità nel peccato. Per ogni risorto c&#039;è un impiccato.</description>
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		<title>Luce nel Nero</title>
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		<title>L&#8217;Uomo Nero &#8211; X</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Feb 2012 14:35:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[CONTINUA DA QUI Khaled rimase in silenzio a lungo, soppesando le mie parole. La schiena dritta, appoggiata alla base in marmo, le gambe ripiegate lungo la linea delle sue sciabole ai fianchi. Intanto ero andato a sedermi sul bordo della fontana. Le lampade immerse nella vasca illuminavano l’acqua dal basso. Rendevano gli spruzzi bianchi come [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lucenelnero.wordpress.com&amp;blog=29174469&amp;post=413&amp;subd=lucenelnero&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-46" style="border:2px solid black;margin:2px;" title="L'uomo Nero" src="http://lucenelnero.files.wordpress.com/2011/11/luomo-nero.jpg?w=538" alt="fiction: l'uomo nero"   border="2" /><a href="http://lucenelnero.wordpress.com/2012/02/17/luomo-nero-ix/" target="_blank">CONTINUA DA QUI</a></p>
<p style="text-align:justify;">Khaled rimase in silenzio a lungo, soppesando le mie parole. La schiena dritta, appoggiata alla base in marmo, le gambe ripiegate lungo la linea delle sue sciabole ai fianchi.<br />
Intanto ero andato a sedermi sul bordo della fontana. Le lampade immerse nella vasca illuminavano l’acqua dal basso. Rendevano gli spruzzi bianchi come il latte, trasformavano le sirene e i delfini di pietra in mostri reali quanto me.<br />
“Del resto” lo incoraggiai “Se è stato possibile maledirti, deve esserlo anche attuare l’operazione inversa.”<br />
“Questo me lo stai dicendo tu” asserì subito, mettendo nella voce una certa urgenza, come se cercasse di allontanare da sé troppe aspettative. “Io non lo so, se è possibile.”<br />
“E’ Otieno che conserva i segreti nei suoi libri” tornai a scivolare al suo fianco. “La vera domanda è: ti interessa?”<br />
Khaled si volse a guardarmi, con tanta intensità che era come se cercasse di vedere oltre il mio viso, oltre le mie parole. Tacque a lungo. Mi guardò a lungo.<br />
Per intavolare una conversazione con Khaled bisognava mettersi nell’ordine delle idee che non sarebbe stata una cosa veloce. Se si pensava di poter dibattere su un film appena visto o un libro letto, delle facce dei passanti o anche dei secoli trascorsi, si era davvero fuori strada.<br />
Parlare con Khaled era più come una battaglia. Un duello verbale in cui i contendenti si studiavano e rimanevano immobili in guardia fino al cedere dei nervi del più debole, in cui si nascondeva il respiro e si attaccava fulminei al primo cenno di quiete dell’altro.<br />
“Fino a prima d&#8217;incontrarti ero convinto di essere destinato a rimanere solo. Non è un futuro che augurerei a qualcuno” sussurrò alla fine. “M&#8217;interessa, sì.”<br />
Sorrisi, perché avevo appena messo a segno il mio primo affondo.<br />
“Allora io penso che qualcosa si possa fare, Khaled. Ma è presto, adesso.”<br />
“Non è il tempo a mancarmi, ma voglio sapere il prezzo.”<br />
Ecco la stoccata dell’Uomo Nero.<br />
Il prezzo c’era ed era salato: un prezzo che Khaled ibn Ahmed poteva anche non avere voglia di pagare per quanto la mia offerta lo avrebbe potuto allettare.<br />
Un prezzo che anche Pompon, Otieno e io dovevamo avere voglia di pagare, perfino. Prima di proporlo al Moro, avrei dovuto conoscere meglio la sua anima.<br />
Fu il mio turno di soppesare a lungo le parole.</p>
<p>Prima che potessi rispondere, però, Khaled si drizzò, come una pantera pronta per balzare all’attacco.<br />
Aveva avvertito qualcosa nell’aria, così come lo avevo avvertito io: ero andato da lui per parlargli di quello spiacevole inconveniente, ma avevo dato la precedenza a cose più importanti, come la maledizione del sangue del mio ospite.<br />
Adesso, però, l’inconveniente si era avvicinato abbastanza da mettere Khaled sul chi vive.<br />
“Aspetta.”<br />
“Che cosa?” sorrisi.<br />
“Lo senti? E’ sottile, si confonde nella notte. Ha faticato a trovarmi ma si avvicina.”<br />
“Chi è?”<br />
“Uno dei miei nemici” ringhiò. Lasciava vagare lo sguardo oltre i palazzi, verso San Vitale a est. “Ha faticato a trovarmi, ma si avvicina.”<br />
Il suo sorriso si allargò, bianco sul nero.<br />
“Lo conosci bene?”<br />
“E’ Laurent. E’ sempre stato avventato, mi sorprende che sia sopravvissuto a lungo.”<br />
Mi alzai e lo precedetti sulla piazza.<br />
“Laurent. Si direbbe un francese.”<br />
Khaled balzò al mio fianco, il mento alto come a seguire il vento.<br />
“Sì. Non è anziano e non è nemmeno stato un mio nemico finora. Lo è stato il suo maestro e io l’ho ucciso. Non uccisi lui allora perché pensavo che fosse possibile frenare una faida semplicemente vendicandosi dei diretti colpevoli.” Khaled aveva mantenuto il suo spirito nobile. Ma non era un ingenuo: “Avrei dovuto sapere che non è mai così.”<br />
“Da quanto tempo ti cerca?”<br />
“Trecento anni.”<br />
Su via Rizzoli, scoppiai a ridere, appoggiandomi alla serranda chiusa dell’edicola.<br />
“Trecento! Non l’ha davvero presa bene!”<br />
“Non l’ha affatto presa bene. Ma è uno stupido se pensa di essere diventato forte abbastanza per impensierirmi. Se vuole terminare la sua esistenza sulle mie lame, ben venga.”<br />
Mi guardo, mentre acceleravamo il passo, due ombre tra le ombre.<br />
“Forse è un tipo che ti piacerebbe, Ramtha. E’ un sognatore.”<br />
“Se verrà da te lo vedrò faccia a faccia.”<br />
“No.” Scosse la testa e si fermò, stringendomi le spalle con le sue mani enormi. “Niente affatto. Se vorrai incontrarlo, sarà in un altro modo. Non gli permetterò di avvicinarsi tanto a te e alla tua gente. Non dopo quello che ti devo.”<br />
Detto questo, balzò nelle ombre della strada, veloce. Era diretto alla campagna, alla mia casa armato delle sue sciabole e della sua lealtà monolitica.<br />
Il guardiano Khaled.<br />
Che fortuna che fosse sopraggiunto Laurent proprio adesso che avevo bisogno di dare all’Uomo Nero un’occhiata approfondita.</p>
<p>Personaggi: Ramtha e Khaled. Approfondisci <a href="http://lucenelnero.wordpress.com/personaggi/" target="_blank">QUI</a>.<br />
La Storia: <a href="http://lucenelnero.wordpress.com/category/biblos-i/" target="_blank">biblos 1 &#8211; L&#8217;Uomo Nero</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lucenelnero.wordpress.com/413/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lucenelnero.wordpress.com/413/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lucenelnero.wordpress.com/413/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lucenelnero.wordpress.com/413/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lucenelnero.wordpress.com/413/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lucenelnero.wordpress.com/413/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lucenelnero.wordpress.com/413/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lucenelnero.wordpress.com/413/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lucenelnero.wordpress.com/413/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lucenelnero.wordpress.com/413/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lucenelnero.wordpress.com/413/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lucenelnero.wordpress.com/413/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lucenelnero.wordpress.com/413/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lucenelnero.wordpress.com/413/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lucenelnero.wordpress.com&amp;blog=29174469&amp;post=413&amp;subd=lucenelnero&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Lilith &#8211; Vampiri in Medioriente &#8211; I</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 12:31:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ramthadenigredo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Troviamo Lilith nelle religioni mesopotamiche e nell’ebraismo delle origini e le sue radici sono probabilmente babilonesi.</p>
<div id="attachment_408" class="wp-caption alignleft" style="width: 230px"><a href="http://lucenelnero.files.wordpress.com/2012/02/lilith-john-collier.jpg"><img class="size-full wp-image-408" title="lilith john collier" src="http://lucenelnero.files.wordpress.com/2012/02/lilith-john-collier.jpg?w=538" alt="Lilith di John Collier"   /></a><p class="wp-caption-text">Lilith di John Collier</p></div>
<p style="text-align:justify;">In accadico troviamo dei riferimenti al suo nome nel termine Lili-itu, riferito dalla divinità Ninlil. Entrambi i termini significano “signora dell’aria” e con Ninlil era chiamata la dea del vento meridionale, la moglie del dio celeste Enlil. Nell&#8217;antico Iraq, il vento del sud è associato con l&#8217;aggressione portata dalle tempeste di polvere meridionali e in generale con le malattie.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Līlītu </em>(accadico) e לילית (<em>lilith, ebraico</em>) sono aggettivi femminili che derivano dalla radice linguistica proto-semitica &lt;L-Y-L&gt; notte (con l&#8217;aggiunta della nisba <em>t</em> a significare <em>della notte</em> o <em>notturna</em>), e traduce letteralmente un essere femminile della notte, demone. Con tutto quello che dalla connotazione notturna deriva.<br />
La stessa radice &#8211; che non esige letteralmente uniformità di concetti &#8211; in ebraico e nell&#8217;arabo Layla/Leyla, Lela o Lel significa <em>sera </em>o <em>notte</em>.</p>
<p style="text-align:justify;">Lilith è un demone femminile associato al vento e alla tempesta. Porta con sé malattia, pestilenza e morte con un battito d’ali. E’ infatti raffigurata nella forma di donna uccello, così come molte altre figure femminili a metà tra il mondo umano e quello demonico. Oltre ad avere le ali, Lilith possiede lunghi e folti capelli (simbolo di sensualità e fertilità) di colore rosso (la lussuria senza controllo).</p>
<p style="text-align:justify;">Nella mitologia babilonese i demoni (a differenza dei diavoli, di natura simile a quella divina) sono creature a metà tra la condizione umana e quella divina.<br />
Lilitu è una demonessa, compagna di Lilu. Dai due nasce la figlia Ardat Lili.<br />
Di Lilitu si dice: “è il demonio che l’uomo crea sul letto durante il sonno”.<br />
Secondo gli ebrei, Lilith era la prima moglie di Adamo, nata non come Eva da una costola dell’uomo, ma modellata da Dio con la stessa terra. Lilith rifiutò di sottomettersi al marito e se ne andò via, oltre i confini dell’Eden, laddove dimoravano gli angeli caduti dopo la battaglia celeste condotta da Lucifero. Lilith lo trovò e lo scelse come compagno (riferimenti nello <strong><em>Sefer ha-Zohar</em></strong>,il <strong><em>Libro dello Splendore</em></strong>, uno dei principali testi cabalistici ebraci e nell’<strong><em>L&#8217;alfabeto di Ben-Sira</em></strong><em>, anonimo del X sec.d.C.</em>).</p>
<p style="text-align:center;"> <strong><em>“</em></strong><em>Ella disse &#8216;Non starò sotto di te,&#8217; ed egli disse &#8216;E io non giacerò sotto di te, ma solo sopra. Per te è adatto stare solamente sotto, mentre io sono fatto per stare sopra.&#8221;<br />
Alfabeto di Ben-Sira</em></p>
<p style="text-align:justify;">Lilith si infuriò e pronunciò ad alta voce il nome di Dio: un tale atto è tabù nella religione ebraica. Se è un essere umano a commetterlo, genera scandalo. In un mito, designa e legittima una natura sovrumana. Abbandonò l’Eden prima della caduta dell’uomo e non avendo toccato l’Albero della Conoscenza non fu condannata alla mortalità.<br />
Adamo chiese a Dio di riportare indietro Lilith, cosi tre angeli, chiamati Senoy, Sansenoy e Semangelof, furono mandati per ricercarla. Quando i tre angeli trovarono Lilith e le ingiunsero di tornare minacciandola di morte, lei rispose che non sarebbe potuta tornare da Adamo dopo aver avuto relazioni con i demoni, e che non sarebbe potuta morire in quanto immortale. Ma quando gli angeli minacciarono di uccidere i figli che lei aveva generato con i demoni e Lilith li supplicò di non farlo, promettendo che non avrebbe toccato i discendenti di Adamo ed Eva, se solo si fossero pronunciati i nomi dei tre angeli.</p>
<div id="attachment_409" class="wp-caption alignright" style="width: 256px"><a href="http://lucenelnero.files.wordpress.com/2012/02/lilith1.gif"><img class="size-full wp-image-409" title="lilith1" src="http://lucenelnero.files.wordpress.com/2012/02/lilith1.gif?w=538" alt="La dea Ishtar - che in uno dei suoi aspetti condivide le sembianze rapaci con Lilith"   /></a><p class="wp-caption-text">La dea Ishtar - che in uno dei suoi aspetti condivide le sembianze rapaci con Lilith</p></div>
<p style="text-align:justify;">
Viene descritta come un demone notturno, nelle sembianze di una civetta che lancia il suo grido, si aggira con altri demoni della tempesta e del vento. E’ fonte di grande pericolo per i bambini di sesso maschile (per proteggerli si usavano amuleti con nomi di angeli, oppure si tracciava un cerchio sacro attorno alla culla) e connota gli aspetti della femminilità che la religione ebraica aborriva: l’adulterio, la lussuria e la pratica di arti magiche e stregonesche da parte delle donne.</p>
<p style="text-align:justify;">Le sue forme e la connotazione sensuale e sessuale la avvicinano all’antica dea Ishtar (Astarte o Inanna), divinità dell’amore e della guerra che spesso recava sembianze di donna uccello, conosciuta come “la giovane dea che ama sorridere”. Questa dea, così come poi Aphrodite, praticherà la prostituzione sacra.</p>
<p style="text-align:justify;">Il passaggio da una religione profondamente matriarcale a una di stampo patriarcale vedrà connotare la grande sessualità femminile della dea da fonte di vita, piacere e fecondità a qualcosa di malsano da arginare.<br />
Un&#8217;altra figura che concorre a formare il simbolo Lilith è Lamassu.<br />
Si tratta di un demone metà donna e metà vacca, laddove la vacca rappresenta la lussuria, ma anche la fertilità, al nutrimento. Nelle religioni greche, associate alla vacca erano grandi dee madri come Hera o Europa. Lamassu era la controparte femminile di <em>Lamashtu</em>, il famoso bue alato con volto umano barbuto dell&#8217;iconografia assira. Nella cultura greca, la <em>Lamassu</em> diventa la <a href="http://lucenelnero.wordpress.com/2012/02/12/lamie-arpie-empuse-e-menadi-vampiri-nella-grecia-classica-iii/" target="_blank">lamia</a>. La sua sola presenza significava distruzione e l&#8217;immagine veniva utilizzata come simbolo apotropaico, per incutere terrore e a protezione delle città e degli edifici.</p>
<p style="text-align:justify;">Lilith rapisce i bambini piccoli o ne succhia via il respiro; provoca le eiaculazioni notturne negli adolescenti per cibarsi della loro energia sessuale e del loro sperma. Nei loro letti, poi, genera demoni.</p>
<div id="attachment_410" class="wp-caption aligncenter" style="width: 548px"><a href="http://lucenelnero.files.wordpress.com/2012/02/lilith2.jpg"><img class="size-full wp-image-410" title="Lilith" src="http://lucenelnero.files.wordpress.com/2012/02/lilith2.jpg?w=538&#038;h=569" alt="Lilith" width="538" height="569" /></a><p class="wp-caption-text">Lilith</p></div>
<p style="text-align:justify;">Le zampe da rapace notturno e le ali (oppure, talvolta, una coda di pesce) rimandano all’aspetto con cui conosciamo le <a href="http://lucenelnero.wordpress.com/2012/01/29/le-sirene-vampiri-nella-grecia-classica-ii/" target="_blank">sirene</a>. Sono tutte caratteristiche che sottolineano il legame di questa creatura con la luna, astro femminile di luci e ombre.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lucenelnero.wordpress.com/407/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lucenelnero.wordpress.com/407/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lucenelnero.wordpress.com/407/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lucenelnero.wordpress.com/407/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lucenelnero.wordpress.com/407/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lucenelnero.wordpress.com/407/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lucenelnero.wordpress.com/407/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lucenelnero.wordpress.com/407/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lucenelnero.wordpress.com/407/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lucenelnero.wordpress.com/407/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lucenelnero.wordpress.com/407/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lucenelnero.wordpress.com/407/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lucenelnero.wordpress.com/407/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lucenelnero.wordpress.com/407/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lucenelnero.wordpress.com&amp;blog=29174469&amp;post=407&amp;subd=lucenelnero&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Diavolo in me &#8211; Zucchero Fornaciari</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 13:16:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Gloria nell&#8217;alto dei cieli ma non c&#8217;e&#8217; pace quaggiu&#8217; non ho bisogno di veli sei gia&#8217; un angelo tu che accendi un diavolo in me accendi un diavolo in me perche&#8217; c&#8217;e&#8217; un diavolo in me baby forse c&#8217;e&#8217; un diavolo in me Le strade del Signore sono infinite lo sai anch&#8217;io ti sono nel [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lucenelnero.wordpress.com&amp;blog=29174469&amp;post=403&amp;subd=lucenelnero&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://lucenelnero.wordpress.com/2012/02/21/accendi-un-diavolo-in-me-zucchero-fornaciari/"><img src="http://img.youtube.com/vi/EhchnJVLSEQ/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p style="text-align:center;"><strong>Gloria nell&#8217;alto dei cieli</strong><br />
<strong>ma non c&#8217;e&#8217; pace quaggiu&#8217;</strong><br />
non ho bisogno di veli<br />
sei gia&#8217; un angelo tu<br />
che accendi un diavolo in me<br />
accendi un diavolo in me<br />
perche&#8217; c&#8217;e&#8217; un diavolo in me baby<br />
forse c&#8217;e&#8217; un diavolo in me</p>
<p style="text-align:center;"><strong>Le strade del Signore</strong><br />
<strong>sono infinite lo sai</strong><br />
anch&#8217;io ti sono nel cuore<br />
e allora cosa mi fai<br />
accendi un diavolo in me<br />
accendi un diavolo in me<br />
perche&#8217; c&#8217;e&#8217; un diavolo in me baby<br />
forse c&#8217;e&#8217; un diavolo in me</p>
<p style="text-align:center;"><strong>Saluta i tuoi</strong><br />
<strong>e bacia i miei</strong><br />
che sensazione<br />
spengo cicche<br />
tu accendi in me<br />
che confusione<br />
Dai che non siamo dei santi<br />
le tentazioni del suolo<br />
sono cose piccanti<br />
belle da prendere al volo<br />
accendi un diavolo in me<br />
accendi un diavolo in me<br />
perche&#8217; c&#8217;e&#8217; un diavolo in me baby<br />
forse c&#8217;e&#8217; un diavolo in me</p>
<p style="text-align:center;"><strong>TR</strong> saluta i tuoi<br />
<strong>OU</strong> e bacia i miei<br />
<strong>BL</strong> che sensazione<br />
<strong>e</strong><br />
<strong>TR</strong> spengo cicche<br />
<strong>OU</strong> tu accendi me<br />
<strong>BL</strong> che confusione<br />
<strong>E</strong> I&#8217;ve got the Devil in me!</p>
<p style="text-align:center;">Gloria nell&#8217;alto dei cieli<br />
ma non c&#8217;e&#8217; pace qua giu&#8217;<br />
e&#8217; una questione di peli<br />
sei proprio un angelo tu<br />
che accendi un diavolo in me<br />
accendi un diavolo in me<br />
perche&#8217; c&#8217;e&#8217; un diavolo in me baby<br />
forse c&#8217;e&#8217; un diavolo in me<br />
accendi un diavolo in me<br />
accendi un diavolo in me<br />
perche&#8217; c&#8217;e&#8217; un diavolo in me baby<br />
forse c&#8217;e&#8217; un diavolo in me baby<br />
forse c&#8217;e&#8217; un diavolo in me baby</p>
<p style="text-align:center;">Zucchero</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lucenelnero.wordpress.com/403/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lucenelnero.wordpress.com/403/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lucenelnero.wordpress.com/403/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lucenelnero.wordpress.com/403/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lucenelnero.wordpress.com/403/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lucenelnero.wordpress.com/403/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lucenelnero.wordpress.com/403/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lucenelnero.wordpress.com/403/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lucenelnero.wordpress.com/403/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lucenelnero.wordpress.com/403/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lucenelnero.wordpress.com/403/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lucenelnero.wordpress.com/403/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lucenelnero.wordpress.com/403/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lucenelnero.wordpress.com/403/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lucenelnero.wordpress.com&amp;blog=29174469&amp;post=403&amp;subd=lucenelnero&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">ramthadenigredo</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Mission: Parma 1230 &#8211; I</title>
		<link>http://lucenelnero.wordpress.com/2012/02/20/mission-parma-1230-i/</link>
		<comments>http://lucenelnero.wordpress.com/2012/02/20/mission-parma-1230-i/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 13:50:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ramthadenigredo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[bardi]]></category>
		<category><![CDATA[de nigredo]]></category>
		<category><![CDATA[epifanio lambertini]]></category>
		<category><![CDATA[goffredo di bardi]]></category>
		<category><![CDATA[gregorio de nigredo]]></category>
		<category><![CDATA[manish]]></category>
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		<category><![CDATA[ramtha]]></category>
		<category><![CDATA[santa inquisizione]]></category>

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		<description><![CDATA[Sopra un imponente scoglio di diaspro rosso, sorgeva l’antica fortezza di Bardi. Tutta illuminata per il Concilio, si stagliava nel cielo notturno come un faro per gli immortali che giungevano da tutte le terre conosciute. Era il 1230. In quell’epoca, il potere dominante della Chiesa si era concretizzato in confraternite numerose e letali, tutte dipendenti [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lucenelnero.wordpress.com&amp;blog=29174469&amp;post=397&amp;subd=lucenelnero&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://lucenelnero.files.wordpress.com/2012/02/missionparma1230.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-398" style="border:2px solid black;margin:2px;" title="missionparma1230" src="http://lucenelnero.files.wordpress.com/2012/02/missionparma1230.jpg?w=538" alt=""   /></a>Sopra un imponente scoglio di diaspro rosso, sorgeva l’antica fortezza di Bardi. Tutta illuminata per il Concilio, si stagliava nel cielo notturno come un faro per gli immortali che giungevano da tutte le terre conosciute.</p>
<p style="text-align:justify;">Era il 1230.<br />
In quell’epoca, il potere dominante della Chiesa si era concretizzato in confraternite numerose e letali, tutte dipendenti dal Vaticano e sovvenzionate da influenti personaggi politici. Sarebbero riusciti a scovare il maligno anche nel rosso del tramonto.<br />
Figuriamoci dove gli abissi delle tenebre – se di maligno di poteva parlare – c’erano davvero. Non ci avevano messo molto a localizzare la fonte del potere della mia famiglia, a riconoscere un pallido riflesso delle sue attività occulte. A mettersi sulle tracce mie e di Pompon.</p>
<div id="attachment_399" class="wp-caption alignright" style="width: 330px"><a href="http://lucenelnero.files.wordpress.com/2012/02/halloween_castello_di_bardi.jpg"><img class="size-full wp-image-399" title="halloween_castello_di_bardi" src="http://lucenelnero.files.wordpress.com/2012/02/halloween_castello_di_bardi.jpg?w=538" alt="Castello di Bardi (Parma) - Notturno"   /></a><p class="wp-caption-text">Castello di Bardi (Parma) - Notturno</p></div>
<p style="text-align:justify;">Se riuscivamo a mantenere la nostra posizione senza scoprirci troppo agli occhi dei mortali, lo dovevamo alla posizione della nostra famiglia. I Nigriedo erano stabilmente intessuti nella società e beneficiavano di ricchi possedimenti e di amicizie importanti. Se da una parte la Chiesa annusava l’aria poco cristiana che si respirava nelle nostre terre, certo non poteva ignorare i ricchi doni e i munifici investimenti con cui sommergevamo le realtà ecclesiastiche della pianura e degli Appennini. Il nostro migliore negromante, Gregorio de Nigredo, studiava medicina all’Università di Bologna, con profitto e al di sopra di ogni sospetto.<br />
Meno di un secolo prima, al di fuori dei confini della Dodecapoli, era stato creato l’uffizio detto della Santa Inquisizione. Un Concilio a Verona presieduto da papa Lucio III e dall’Imperatore Federico Barbarossa aveva decretato ufficialmente che la Santa Sede necessitasse di un organismo che indagasse e punisse. Erano strascorsi meno di cento anni e l’istituzione si era potenziata, ingrandita e ramificata. Una meraviglia.<br />
Tra gli uomini investiti di questo santo uffizio, il vescovo Epifanio Lambertini era il mio preferito. O per meglio dire, io ero il suo preferito, dal momento che il fanatico vecchiaccio aveva deciso di vederci chiaro riguardo i de Nigredo e il potere che nascondevano.<br />
Il risultato era che da diverso tempo io e Pompon ci eravamo trovati i suoi uomini alle calcagna in più di un’occasione. Davvero una meraviglia.</p>
<div id="attachment_400" class="wp-caption alignleft" style="width: 287px"><a href="http://lucenelnero.files.wordpress.com/2012/02/ramthabardi.jpg"><img class="size-full wp-image-400" title="ramthabardi" src="http://lucenelnero.files.wordpress.com/2012/02/ramthabardi.jpg?w=538" alt="Ramtha in gita a Bardi"   /></a><p class="wp-caption-text">Ramtha in gita a Bardi</p></div>
<p>Il Concilio di Bardi aveva proprio quell’urgenza, tra le altre: creare una comunione di intenti, una rete di rapporti tra alcuni dei più antichi immortali in circolazione.<br />
Avevo offerto la Dodecapoli come luogo di incontro e, all’interno di essa, si era fatto avanti il Conte Goffredo di Bardi, in cui la mia famiglia riponeva grande fiducia. Immortale da molti secoli, reggeva le sorti della politica dei mortali e degli immortali, Custode della città di Parma e dei suoi territori limitrofi.<br />
Avevo raggiunto Parma senza intoppi – Pompon e io avevamo tirato a sorte a proposito di chi avrebbe presieduto al Concilio in compagnia di Goffredo e, ahimé, avevo perso – scivolando nella foresta e nutrendomi nel sottobosco, nelle forme del lupo bianco con cui ero solito visitare le mie terre. Recuperai quelle umane solo in prossimità del castello.<br />
Sul piazzale interno, un giocoliere faceva danzare nella notte torce di fuoco, che lanciava in aria per poi riprendere con grande abilità, al ritmo di una canzone sguaiata.<br />
Profumava ancora di essere umano.<br />
Ma era un vampiro, per quando avesse ricevuto la sua luce da poco, e quando gli passai accanto mi dedicò un sorriso obliquo.<br />
Poco dopo raggiungevo Goffredo di Bardi nelle sue stanze.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lucenelnero.wordpress.com/397/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lucenelnero.wordpress.com/397/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lucenelnero.wordpress.com/397/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lucenelnero.wordpress.com/397/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lucenelnero.wordpress.com/397/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lucenelnero.wordpress.com/397/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lucenelnero.wordpress.com/397/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lucenelnero.wordpress.com/397/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lucenelnero.wordpress.com/397/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lucenelnero.wordpress.com/397/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lucenelnero.wordpress.com/397/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lucenelnero.wordpress.com/397/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lucenelnero.wordpress.com/397/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lucenelnero.wordpress.com/397/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lucenelnero.wordpress.com&amp;blog=29174469&amp;post=397&amp;subd=lucenelnero&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La Dodecapoli: Adria</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 17:16:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ramthadenigredo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Affamati d’ambra, vennero i Greci. Venivano e tornavano sulle loro navi, portavano vasi colmi di merci preziose pretendendo in cambio ambra luminosa e calda. “E’ sole” venne spiegato una volta, a Pompon e a me. “E’ sole che è colato sui tronchi degli alberi e poi nella terra, per questo è così preziosa.” Ce ne [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lucenelnero.wordpress.com&amp;blog=29174469&amp;post=391&amp;subd=lucenelnero&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_393" class="wp-caption alignleft" style="width: 314px"><a href="http://lucenelnero.files.wordpress.com/2012/02/ambra.jpg"><img class=" wp-image-393" title="ambra" src="http://lucenelnero.files.wordpress.com/2012/02/ambra.jpg?w=304&#038;h=456" alt="Ambra - Luce di pietra" width="304" height="456" /></a><p class="wp-caption-text">Ambra - Luce di pietra</p></div>
<p>Affamati d’ambra, vennero i Greci.<br />
Venivano e tornavano sulle loro navi, portavano vasi colmi di merci preziose pretendendo in cambio ambra luminosa e calda.<br />
“E’ sole” venne spiegato una volta, a Pompon e a me. “E’ sole che è colato sui tronchi degli alberi e poi nella terra, per questo è così preziosa.”<br />
Ce ne vennero dati due pezzi, da tenere con noi, prima che fossimo condotti nelle tenebre.<br />
I Greci arrivavano dal mare e si fermavano ad Adria, sulla costa orientale, a nord. Non erano stranieri: venivano da sempre e faceva pensare che sarebbero venuti per sempre. Qualcuno di loro aveva portato delle donne di Adria nella loro terra e qualcuno di loro si era fermato lì e aveva avuto dei bambini.</p>
<p>Pompon non capiva: se dovevamo essere il confine inflessibile della Dodecapoli, come potevamo permettere che i Greci venissero e andassero svuotando e riempiendo le stive; che portassero via le donne o che mettessero al mondo i loro bambini ad Adria. Che costruissero, come se fossero a casa loro, uno dei più importanti empori della costa e lo amministrassero come se noi ne fossimo ospiti?</p>
<div id="attachment_392" class="wp-caption alignright" style="width: 444px"><a href="http://lucenelnero.files.wordpress.com/2012/02/adria1.jpg"><img class=" wp-image-392 " title="Adria1" src="http://lucenelnero.files.wordpress.com/2012/02/adria1.jpg?w=434&#038;h=322" alt="Adria" width="434" height="322" /></a><p class="wp-caption-text">Adria</p></div>
<p>Nostro padre ci portava all’emporio, allora, e comprava per noi e per Felsina i vasi Greci, gli olii profumati che i Greci avevano comprato ancora più a oriente. E ci spiegava che non c&#8217;erano solo i Greci che venivano ad Adria a commerciare e a vivere, ma anche popoli che venivano da nord e da oriente ed erano così mischiati che era difficile dire chi era di dove. Ci diceva che la forza di un confine sta nell’esserci, non nell’essere chiuso. Nell’elasticità che si adatta alla vita, non nell’immobilità che imita la pietra tombale. Ci disse che adesso chiamavano Adria anche il fiume che scivolava tra il villaggio e l’emporio greco. Perfino il mare che bagnava la costa, adesso lo chiamavano Adriatico. La grandezza di un confine sta nella sua magnificenza e Adria, così piccola e piena di scambi, era magnificente.<br />
Fu una lezione importante.</p>
<p>Nostro padre ci portava lì per l’ambra, perché la comprassimo e la tenessimo in mano la luce pietrificata. Ci portava al fiume e ce la faceva immergere perché la lavassimo e con essa ci lavassimo le mani.<br />
“Bagnatela, bagnatela. E’ luce che non si può spegnere.”<br />
Era un fiume, quello, che non nasceva sopra la terra, ma sotto, e sgorgava dalle risorgive. Aveva il gusto della roccia salina, della terra dei morti. Il suo nome antico era Tartaro, un fiume infero.<br />
“Bagnatela, bagnatela. Date al fiume un po’ di luce. Date un po’ di luce ai morti.”<br />
E lì, sulla costa di Adria, tra il Tartaro e un emporio greco, Pompon e io lo facevamo.</p>
<div id="attachment_394" class="wp-caption aligncenter" style="width: 403px"><a href="http://lucenelnero.files.wordpress.com/2012/02/adria2.jpg"><img class=" wp-image-394 " title="Adria2" src="http://lucenelnero.files.wordpress.com/2012/02/adria2.jpg?w=393&#038;h=273" alt="Il Canal Bianco (il Tartaro) di Adria" width="393" height="273" /></a><p class="wp-caption-text">Il Canal Bianco (il Tartaro) di Adria</p></div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lucenelnero.wordpress.com/391/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lucenelnero.wordpress.com/391/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lucenelnero.wordpress.com/391/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lucenelnero.wordpress.com/391/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lucenelnero.wordpress.com/391/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lucenelnero.wordpress.com/391/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lucenelnero.wordpress.com/391/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lucenelnero.wordpress.com/391/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lucenelnero.wordpress.com/391/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lucenelnero.wordpress.com/391/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lucenelnero.wordpress.com/391/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lucenelnero.wordpress.com/391/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lucenelnero.wordpress.com/391/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lucenelnero.wordpress.com/391/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lucenelnero.wordpress.com&amp;blog=29174469&amp;post=391&amp;subd=lucenelnero&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Diade &#8211; VI</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Feb 2012 12:11:42 +0000</pubDate>
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<p style="text-align:justify;">E mentre erano tutti lì in mezzo al prato delle anime, che non facevano che fiorire nonostante tutto, con Primavera avvinghiata ad Aita e Uni che continuava a non vedere niente, ecco provenire altri passi dalla scala dell’Oltretomba.<br />
“E adesso chi altro c’è?” sbuffò Aita con la faccia nei fiori e le braccia attorno alla vita della sua ragazza, “Questo è il regno dei morti, mica l’Hotel Hilton!”<br />
“Lo so che è il regno dei morti” fece timidamente una vocina “E’ permesso?”<br />
“Tanto ormai”sospirò Aita, tirandosi su.<br />
Era sceso un cerbiatto, con gli occhi grandi come due noccioli e la coda dritta verso l’alto.<br />
“E’ che hai lasciato la porta aperta, su” spiegò.<br />
“E te come mai ci vedi?” chiese subito Aita, visto che il cervo andava verso di lui con sicurezza, zampettando tra i suoi bei fiori.<br />
“Perché sono il dio dei germogli” risposte il cervo “e io sono abituato a fare sue giù tra la vita e la morte.”<br />
“Fuflunnus!” lo riconobbe primavera e spiegò che era un suo compagno di giochi. “Cosa fai qui?”<br />
“Eh, diccelo un po’.”<br />
Fuflunnus il germoglio allora spiegò: da tanto tempo sulla terra dei vivi c’era solo il vento gelido che ululava e piegava gli alberi, la neve che ammantava tutto di bianco. Senza la Primavera, era come se il grande signore Aita si fosse disteso sui vivi come un grande lupo candido.<br />
A sentire quelle parole, in un primo momento, il dio dei morti allargò il petto pieno d’orgoglio. Poi, pian piano, si sgonfiò.<br />
“Sono qui solo da un giorno” protestò Primavera.<br />
“Seh, un giorno!” intervenne Uni. “Ti sembra poi a te!”<br />
“Il tempo, ho deciso di farlo trascorrere un po’ diversamente, qui nell’Oltretomba” ammise Aita, suo malgrado. “Altrimenti ci annoieremmo tutti a morte. Ma posso sempre cambiare.”<br />
“Allora da quanto sono qui?”<br />
“La luna” disse Fuflunnus “E’ diventata piena quattro volte e poi è calata altrettante.”<br />
“Quattro volte! Che strano, eh, Aita? Che Fuflunnus sia venuto a cercarmi dopo quattro lune piene? Quattro come i semi della melagrana che ho mangiato.”<br />
Aita annuì, ma dentro di sé pensava che non era poi così strano. Le cose non succedono mai per caso tra la vita e la morte.<br />
“E insomma, Germoglio?” domandò, che sentiva nell’aria un po’ di pericolo. “Perché ti sei dato la briga di scendere, dopo queste quattro lune piene?”<br />
“Sono venuto per riprendere Primavera e portarla ai vivi, altrimenti ne resteranno pochi.”<br />
“Sono già venuta io, per quello” mise in chiaro Uni.<br />
“Ma io non sono venuto a combattere Aita” il cervo chinò la testa. “Sono venuto a dare la mia vita al dio dei morti in cambio di Primavera. La riscatterò col sangue, che è merce preziosa.”<br />
Aita, che aveva aperto la bocca per dire a Uni che col cavolo che le avrebbe ridato sua figlia, dopo che lei gli era passata addosso come un carro armato nazista, la richiuse subito sentendo le parole di Fuflunnus. Solo poco prima avrebbe riso, gettando indietro la testa e ululando pieno di divertimento e di gioia per il fatto di poter ottenere la vita di un dio. Invece adesso, colmo della luce che gli aveva donato Primavera, sentì le lacrime che gli pungevano gli occhi come degli spilli, causandogli un dolore maledetto.<br />
Ci pensò a lungo e alla fine si sfregò le palpebre.<br />
“Va bene” disse. “Portatemi pure via la donna che amo, se Primavera deve tornare di sopra. Se i vivi hanno bisogno di Primavera almeno la metà di quanto ne ho bisogno io, allora ne hanno una necessità immensa. Non voglio la tua vita, Germoglio, perché le tue parole mi hanno ferito dentro, versando già sangue sufficiente per il riscatto. Portatela via, andatevene e chiudete i cancelli.”<br />
Prese la ragazza tra le braccia e la baciò, umido di lacrime.<br />
Poi fece per andarsene, con il suo seguito di bambini uccello.</p>
<div id="attachment_388" class="wp-caption aligncenter" style="width: 548px"><a href="http://lucenelnero.files.wordpress.com/2012/02/album_cover_art_by_ryohei_hase-d4nble6.jpg"><img class="size-full wp-image-388" title="album_cover_art_by_ryohei_hase-d4nble6" src="http://lucenelnero.files.wordpress.com/2012/02/album_cover_art_by_ryohei_hase-d4nble6.jpg?w=538&#038;h=538" alt="Illustrazione di Ryohei-Hase" width="538" height="538" /></a><p class="wp-caption-text">Illustrazione di Ryohei-Hase</p></div>
<p>Davanti alla stessa scena, Solo poco prima Primavera avrebbe pianto, sfregandosi gli occhi e tirando su il moccio col naso. Invece adesso, colma della luce che le aveva donato Aita, sentì il cuore indurirsi come quello di un guerriero, prendendo la sua decisione.<br />
“Col cavolo, scusate tanto. Io mi sono proprio innamorata di Aita e voglio rimanere qui con lui.”<br />
“Ma sei matta?” la sgridò sua madre.<br />
“Sei proprio suonata!” convenne Fuflunnus.<br />
“Senti chi parla, quelli che venivano giù a versare il sangue! Visto che le cose stanno così, sarò io a decidere: quattro semi di melagrana ho mangiato, quattro come le lune piene che sono trascorse. Adesso tornerò nel mondo dei vivi e quattro lune piene le trascorrerò con mia madre nella casa del villaggo, quattro lune piene con Fuflunnus a giocare nei boschi e le restanti quattro lune piene tornerò qui da Aita.”<br />
Uni e Fuflunnus si guardarono e alla fine sembrò che non ritenessero la cosa poi questa gran fregatura. Anche Aita era tornato ad avvicinarsi per sentire tutto.<br />
“In questo modo si farà un anno.” Continuò Primavera. “E farò così tutti gli anni. Però adesso voglio sposare Aita. Se no non salgo.”<br />
“Adesso?”fece Aita.<br />
“Adesso.”<br />
“Subito?” chiese Uni, e disse che le sembrava una decisione un po’ affrettata.<br />
“Subito subito.”<br />
Aita mandò davvero un ululato di gioia e alla fine anche Uni si lasciò convincere: disse ad Aita che aveva visto che amava davvero la sua bambina, ma che se avesse cercato di contravvenire alle regole, anche solo mostrandosi al sole per cercarla quando Primavera fosse stata al villaggio, lei gli avrebbe staccato il naso con i suoi denti da cavallo. Per il resto, benediceva l’unione.<br />
Fuflunnus si liberò delle sembianze del cervo e stiracchiò la schiena diventando un bambino. In quel modo poté riempire due coppe di vino e celebrare le nozze tra Primavera e Aita.<br />
Poi ne riempì anche per Uni, che dava l’impressione di volersi ubriacare. Si bevve e si cantò e per un attimo il mondo dei morti sembrò il mondo dei vivi.</p>
<p>Per risalire dall’Oltretomba, Primavera si spogliò del suo aspetto di fanciulla e del suo nome di bambina.<br />
Si mutò in un bellissimo rapace bianco e volò per prima su per la scalinata. Pieni di ebbrezza, i bambini e le bambine uccello le volarono dietro, per accompagnarla e per scortare uni e Fuflunnus fino ai cancelli. E tutti la chiamavano con il suo nome di donna che era Phersipnai: regina del mondo dei morti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align:center;">
<a href="http://lucenelnero.wordpress.com/2012/02/13/diade-v/" target="_blank"><img class="style=&quot;border: aligncenter" title="diade" src="http://lucenelnero.files.wordpress.com/2011/12/diade.jpg?w=100&#038;h=100" alt="" width="100" height="100" /><br />
</a><strong>* FINE PRIMA PARTE *</strong></p>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 16:55:24 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_384" class="wp-caption aligncenter" style="width: 548px"><a href="http://lucenelnero.files.wordpress.com/2012/02/430463_10150552034101466_706971465_9268106_633841805_n1.jpg"><img class="size-full wp-image-384" title="430463_1015055Non è roba nostra. Qualora si presentasse l'autore, lo accoglieremmo a braccia aperte.2034101466_706971465_9268106_633841805_n[1]" src="http://lucenelnero.files.wordpress.com/2012/02/430463_10150552034101466_706971465_9268106_633841805_n1.jpg?w=538&#038;h=291" alt="Non è roba nostra. Qualora si presentasse l'autore, lo accoglieremmo a braccia aperte. Grazie a Mare Verde per averlo segnalato." width="538" height="291" /></a><p class="wp-caption-text">Non è roba nostra. Qualora si presentasse l&#039;autore, lo accoglieremmo a braccia aperte. Grazie a Mare Verde per averlo segnalato.</p></div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lucenelnero.wordpress.com/383/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lucenelnero.wordpress.com/383/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lucenelnero.wordpress.com/383/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lucenelnero.wordpress.com/383/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lucenelnero.wordpress.com/383/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lucenelnero.wordpress.com/383/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lucenelnero.wordpress.com/383/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lucenelnero.wordpress.com/383/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lucenelnero.wordpress.com/383/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lucenelnero.wordpress.com/383/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lucenelnero.wordpress.com/383/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lucenelnero.wordpress.com/383/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lucenelnero.wordpress.com/383/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lucenelnero.wordpress.com/383/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lucenelnero.wordpress.com&amp;blog=29174469&amp;post=383&amp;subd=lucenelnero&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;Uomo Nero &#8211; IX</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 13:11:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ramthadenigredo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-46" style="border:2px solid black;margin:2px;" title="L'uomo Nero" src="http://lucenelnero.files.wordpress.com/2011/11/luomo-nero.jpg?w=538" alt="fiction: l'uomo nero"   border="2" /><a href="http://lucenelnero.wordpress.com/2012/02/14/luomo-nero-viii/" target="_blank">CONTINUA DA QUI</a></p>
<p style="text-align:justify;">Il centro cittadino era in fremito: lungo via Zamboni c’era la musica, il ridere alto degli studenti e l’odore della birra che arrivava acre. Le strade illuminate sembravano ardere: era la magia dei lampioni e dei palazzi rossi di Bologna. Il Teatro Comunale era aperto e arrivava ovattata l’ouverture dell Otello di Rossini.<br />
Le strade più interne non godevano di tanta vitalità. Via dell’Inferno, in effetti, ospitava la morte.<br />
Khaled ibn Ahmed affondava i denti nella giugulare di un giovane spacciatore, che si tendeva in preda agli spasmi sotto le mani forti del vampiro.<br />
Il moro di Venezia al Comunale in Via Zamboni, il moro di Bologna nel buio di via dell’Inferno.<br />
Che raffinatezza.<br />
Si accorse di me quando feci dondolare i piedi dal davanzale sopra la sua testa. O forse mi aveva già sentito, ma aveva preferito finire il suo pasto.<br />
“Ramtha. Eri diretto da qualche parte?”<br />
“E tu?”<br />
“Rispondi sempre alle domande con altre domande?”<br />
Scivolai giù dalla sua finestra al suo fianco, senza produrre rumore, e per un momento l’Uomo Nero divenne la mia ombra allungata.<br />
La falce di luna era un sorriso obliquo tra i tetti delle case.<br />
“Quando serve sì.”<br />
A dire il vero, ero andato a cercarlo per un motivo particolare. Ma dal momento che era delicato, preferii attendere una situazione più propizia.<br />
“Vado a respirare le stelle” disse lui, allora. Khaled, l’Uomo Nero, era un poeta.<br />
“E dove?”<br />
“Dove trovo uno spazio fra le nuvole.” Mostrò le zanne, come in un ghigno benevolo. “E’ per la caccia, vedi. Per togliermi le ombre di dosso.”<br />
“Sembrano essere ombre piuttosto pesanti.<br />
Khaled annuì. Lo spacciatore tra le sue braccia era poco più di un ragazzo e reclinava la testa di lato, sulla spalla, come se semplicemente non avesse interesse né di noi, né dei nostri discorsi di ombre e di stelle. Il moro di Bologna lo accompagnò a terra, sistemandogli vicino i cocci della bottiglia vuota con cui gli aveva squarciato la gola. Uno stratagemma astuto: chi l’avrebbe trovato avrebbe pensato a una banale colluttazione con chissà chi.<br />
“Alcune le porto sempre con me: non sarebbe corretto abbandonarle dopo averle create. Altre lascio che le stelle le lavino via e le portino alla terra. Loro riposeranno, e anch&#8217;io.”<br />
“Raccontamene qualcuna, delle tue ombre. Sei troppo restio a parlare, finiranno per bloccarti la gola.”<br />
Ci pensò un po’ su, continuando a camminare<br />
“Non sono sicuro che parlarne mi sbloccherà la gola. Niente di quel che posso fare ora può cancellare quel che ho fatto. E che rifarei, se dovessi tornare indietro.”<br />
“Allora mettila così” sorrisi “sono curioso.”<br />
Si avviò verso la piazza, in cerca forse di una porzione di cielo più ampio.<br />
“Quando ci siamo conosciuti, Ramtha, ero teso in uno sforzo che non è, col senno di poi, servito a granché. Cercavo di mantenere con tutte le mie forze quel briciolo di umanità che mi restava. Perché malgrado tutto continuo a credere che l&#8217;Umanità vada difesa da sé stessa, oltre che da noi.”<br />
Amavo gli esseri umani profondamente. Capivo bene quello che intendeva. Gli feci cenno di proseguire.<br />
“Per quanto si sia addestrati a combattere &#8211; e io lo ero e tutt&#8217;ora lo sono &#8211; una cosa è farlo credendo in un&#8217;ideale, rimanendo lucidi, consapevoli. Io ho deciso di mettere da parte la lucidità e lasciar fare all&#8217;istinto e alla rabbia. Sapevo che mi avrebbe reso più forte, nel breve periodo. E sapevo che mi avrebbe riempito di ombre. E&#8217; stata una scelta, cedere. Non posso dire di rimpiangerla. Ma adesso, ricostruire, non è facile.”<br />
Sembrava che si stesse confessando, timoroso del suo passato come se temesse il suo giudizio prima ancora del mio. Non aveva avuto la possibilità di discutere le sue scelte.<br />
“Quando è successo, Khaled?”<br />
“Cinquecento anni fa. Ed è durato a lungo. Se sono qui ora, a parlare con te, è perché decisi, nel 1810, di dormire. Dormire per anni, decenni, secoli. Dormire per lasciare che le ombre scivolassero via. Quando mi sono risvegliato ero lucido. Ma le ombre si erano mangiate tutto quel che potevano. Sono, adesso, un vampiro che non può creare altri vampiri.”<br />
“Cosa te lo impedisce?”<br />
“Il mio sangue. Come hai già avuto modo di vedere, è maledetto. Il mio sangue uccide gl&#8217;immortali.” Sorrise. “Non è ironico?”<br />
“E’ l’avere ceduto, come hai detto tu, a ridurti così? Mi hai parlato degli effetti collaterali che avrebbe avuto su di te il bere sangue di altri immortali. Ti riferisci a questo?”<br />
Andammo a sederci sui gradini della fontana del nettuno. Il dio dei mari guardava altrove e le sue sirene di pietra zampillavano dai seni acqua bianca come il latte sotto la luce radente delle luminarie stradali. Khaled osservava i passanti quieto, ma sapevo che era all’erta come una pantera tra gli arbusti.</p>
<div id="attachment_377" class="wp-caption aligncenter" style="width: 548px"><a href="http://lucenelnero.files.wordpress.com/2012/02/sirena-piazza-maggiore.jpg"><img class="size-full wp-image-377" title="sirena piazza maggiore" src="http://lucenelnero.files.wordpress.com/2012/02/sirena-piazza-maggiore.jpg?w=538&#038;h=757" alt="particolare della Fontana del Nettuno, Bologna - foto di Scilla Bonfiglioli" width="538" height="757" /></a><p class="wp-caption-text">particolare della Fontana del Nettuno, Bologna - foto di Scilla Bonfiglioli</p></div>
<p style="text-align:justify;">“Sì,” sussurrò “Prima era una capacità che avevo, un’abilità che avevo raggiunto con esercizio e disciplina: potevo rendere letale il mio sangue. Ma durante il torpore, l’abilità è diventata un infezione. Anche volendo, non posso più tornare quello che ero. Ti ricordi quando mi hai baciato?”<br />
“Hai temuto di attaccarmi.”<br />
“Sì. Saltarti alla gola, sarebbe stato cedere. E io ho ceduto per così tanto tempo, che adesso è difficile non farlo ancora. E più cedo, più il mio sangue diventa letale. Creare un mio simile, condannerebbe più del morso l’uomo che ho scelto.”<br />
Tacque e lo feci anch’io.<br />
Che fossimo mostri, come ci immagina la letteratura, o seguito divino delle potenze dell’Oltretomba, non ha importanza: per qualunque creatura, anche quelle dedite alla morte, è una sofferenza terribile quando la progenie finisce per morirti tra le braccia.<br />
Era quello che aveva reso la sua pelle tanto nera, con il passare degli anni: la ricordavo dorata, la pelle di un arabo venuto dal mare e mi si era ripresentato più scuro della notte.<br />
Ero andato da lui per parlargli di un fatto grave, che avrebbe potuto ripercuotersi non solo sulla sua esistenza, ma anche sulla mia e di Pompon. E sui delicati equilibri che reggono i rapporti tra immortali.<br />
Davanti a quella confessione, però, l’intento passò totalmente in secondo piano.<br />
Di nuovo, avevo un’inclinazione a muovermi in una direzione senza sapere dove mi avrebbe portato.<br />
Di nuovo, sapevo che non ne sarei stato deluso.<br />
“Tu lo sai, Khaled” buttai lì “che anche il sangue del mio negromante è velenoso per gli immortali?”</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://lucenelnero.wordpress.com/2012/02/23/luomo-nero-x/" target="_blank">CONTINUA QUI</a></p>
<p>Personaggi: Ramtha e Khaled. Approfondisci <a href="http://lucenelnero.wordpress.com/personaggi/" target="_blank">QUI</a>.<br />
La Storia: <a href="http://lucenelnero.wordpress.com/category/biblos-i/" target="_blank">biblos 1 &#8211; L&#8217;Uomo Nero</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lucenelnero.wordpress.com/376/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lucenelnero.wordpress.com/376/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lucenelnero.wordpress.com/376/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lucenelnero.wordpress.com/376/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lucenelnero.wordpress.com/376/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lucenelnero.wordpress.com/376/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lucenelnero.wordpress.com/376/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lucenelnero.wordpress.com/376/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lucenelnero.wordpress.com/376/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lucenelnero.wordpress.com/376/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lucenelnero.wordpress.com/376/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lucenelnero.wordpress.com/376/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lucenelnero.wordpress.com/376/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lucenelnero.wordpress.com/376/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lucenelnero.wordpress.com&amp;blog=29174469&amp;post=376&amp;subd=lucenelnero&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">L&#039;uomo Nero</media:title>
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			<media:title type="html">sirena piazza maggiore</media:title>
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	</item>
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		<title>Dolcenera &#8211; Fabrizio De Andrè</title>
		<link>http://lucenelnero.wordpress.com/2012/02/15/dolcenera-fabrizio-de-andre/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 15:27:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ramthadenigredo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Radio Otieno]]></category>
		<category><![CDATA[acqua dolcenera]]></category>
		<category><![CDATA[fabrizio de andrè]]></category>

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		<description><![CDATA[Nera che porta via che porta via la via nera che non si vedeva da una vita intera cosi&#8217; dolnera nera nera che picchia forte che butta giu&#8217; le porte nera di malasorte che ammazza e passa oltre nera come la sfortuna che si fa la tana dove non c&#8217;e luna luna. Nera di falde [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lucenelnero.wordpress.com&amp;blog=29174469&amp;post=373&amp;subd=lucenelnero&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://lucenelnero.wordpress.com/2012/02/15/dolcenera-fabrizio-de-andre/"><img src="http://img.youtube.com/vi/5ILfVxC7a3Q/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p align="center">Nera che porta via<br />
che porta via la via<br />
nera che non si vedeva<br />
da una vita intera cosi&#8217; dolnera nera<br />
nera che picchia forte<br />
che butta giu&#8217; le porte<br />
nera di malasorte<br />
che ammazza e passa oltre<br />
<strong>nera come la sfortuna</strong><br />
<strong> che si fa la tana</strong><br />
<strong> dove non c&#8217;e luna luna.</strong></p>
<p align="center"><strong></strong><br />
<strong>Nera di falde amare</strong><br />
<strong> che passano le bare</strong><br />
ma la moglie di Anselmo<br />
non lo deve sapere<br />
che e&#8217; venuta per me<br />
e&#8217; arrivata da un&#8217;ora<br />
<strong>e l&#8217;amore ha l&#8217;amore</strong><br />
<strong> come solo argomento</strong><br />
<strong> e il tumulto del cielo</strong><br />
<strong> ha sbagliato momento.</strong></p>
<p align="center"><span style="font-family:Tahoma,Arial,serif;font-size:small;"><strong></strong><br />
<strong>Acqua che non si aspetta</strong><br />
<strong> altro che benedetta</strong><br />
<strong> acqua che porta male</strong><br />
<strong> sale dalle scale</strong><br />
<strong> sale senza sale sale.</strong></span></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Acqua che spacca il monte</strong><br />
<strong> che affonda terra e ponte</strong><br />
ma la moglie di Anselmo<br />
sta sognando del mare<br />
quando ingorga gli anfratti<br />
si ritira e risale<br />
e il lenzuolo si gonfia<br />
sul cavo dell&#8217;onda<br />
ela lotta si fa scivolosa e profonda.</p>
<p style="text-align:center;">Acqua di spilli fitti<br />
dal cielo e dai soffitti<br />
<strong>acqua per fotografie</strong><br />
<strong>per cercare i complici da maledire,</strong><br />
acqua che stringe i fianchi,<br />
<strong>tonnara di passanti.</strong></p>
<p style="text-align:center;">Oltre il muro dei vetri<br />
si risveglia la vita<br />
che si prende per mano<br />
a battaglia finita,<br />
come fa questo amore<br />
che dall&#8217;ansia di perdersi<br />
ha avuto in un giorno<br />
la certezza di aversi.</p>
<p style="text-align:center;">Acqua che ha fatto sera<br />
che adesso si ritira<br />
<strong>bassa sfila tra la gente</strong><br />
<strong> come un innocente</strong><br />
<strong> che non c&#8217;entra niente,</strong></p>
<p style="text-align:center;">fredda come un dolore<br />
Dolcenera senza cuore<br />
e la moglie di Anselmo<br />
sente l&#8217;acqua che scende<br />
dai vestiti incollati<br />
da ogni gelo di pelle<br />
nel suo tram scollegato<br />
da ogni distanza<br />
nel bel mezzo del tempo<br />
che adesso le avanza<br />
cosi&#8217; fu quell&#8217;amore<br />
dal mancato finale<br />
cosi&#8217; splendido e vero<br />
da potervi ingannare.</p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;">Fabrizio De Andrè</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lucenelnero.wordpress.com/373/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lucenelnero.wordpress.com/373/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lucenelnero.wordpress.com/373/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lucenelnero.wordpress.com/373/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lucenelnero.wordpress.com/373/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lucenelnero.wordpress.com/373/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lucenelnero.wordpress.com/373/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lucenelnero.wordpress.com/373/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lucenelnero.wordpress.com/373/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lucenelnero.wordpress.com/373/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lucenelnero.wordpress.com/373/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lucenelnero.wordpress.com/373/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lucenelnero.wordpress.com/373/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lucenelnero.wordpress.com/373/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lucenelnero.wordpress.com&amp;blog=29174469&amp;post=373&amp;subd=lucenelnero&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;etrusco nel pozzo</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 11:30:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ramthadenigredo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[etruschi]]></category>
		<category><![CDATA[etrusco nel pozzo]]></category>
		<category><![CDATA[montereggi]]></category>
		<category><![CDATA[oltretomba]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo Archeorivista, sono emerse particolari novità a proposito del sito archeologico etrusco di Montereggi, in provincia di Firenze. Che il sito sia di grande importanza dopo gli ultimi ritrovamenti è ormai assodato, ma l&#8217;ultima scoperta rinvenuta ha infittito i misteri, invece di dipanarli. &#8220;Rimosse le pesanti parti dell’orcio, i ricercatori hanno individuato inaspettatamente dei resti [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lucenelnero.wordpress.com&amp;blog=29174469&amp;post=370&amp;subd=lucenelnero&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Secondo <a href="http://www.archeorivista.it/0011671_montereggi-ms-nuove-sorprese-emergono-dagli-scavi-sullinsediamento-etrusco/" target="_blank">Archeorivista</a>, sono emerse particolari novità a proposito del sito archeologico etrusco di Montereggi, in provincia di Firenze. Che il sito sia di grande importanza dopo gli ultimi ritrovamenti è ormai assodato, ma l&#8217;ultima scoperta rinvenuta ha infittito i misteri, invece di dipanarli.</p>
<p><em>&#8220;Rimosse le pesanti parti dell’orcio, i ricercatori hanno individuato inaspettatamente dei resti umani. Si tratta dello scheletro completo di un uomo, collocata nel pozzo, probabilmente già morto, dopo esser stato inserito in un sacco-sudario. Sotto ai resti sono emersi alcuni vasi destinati al consumo di vino che conservano al loro interno una significativa quantità di resina per renderli impermeabili. Attualmente, lo scheletro è custodito presso il Laboratorio di Antropologia umana della Soprintendenza Archeologica per la Toscana, dove verrà restaurato e analizzato per verificare tutte le informazioni utili alla conoscenza della sua identità genetica, come il DNA, e alla definizione dell’evento che ha portato alla sua morte.</em><br />
<em>Sappiamo che le leggi proibivano rigorosamente di seppellire resti umani in area urbana e non esistono casi noti relativi alla sepoltura di un uomo in un pozzo. Inoltre, la particolarità delle sepoltura – copertura di nove metri e mezzo di pietre, successiva sistemazione – sembra indicare eloquentemente la volontà di tenere il corpo del defunto ben fermo. Il letto di ceramiche da vino sul quale era stato posizionato il corpo testimonia una strana successione di fatti: cioè, un generoso banchetto collettivo che anticipò la deposizione del defunto.&#8221;</em></p>
<div id="attachment_371" class="wp-caption aligncenter" style="width: 453px"><a href="http://lucenelnero.files.wordpress.com/2012/02/pozzo-etrusco.jpg"><img class=" wp-image-371" title="pozzo etrusco" src="http://lucenelnero.files.wordpress.com/2012/02/pozzo-etrusco.jpg?w=443&#038;h=332" alt="Pozzo etrusco" width="443" height="332" /></a><p class="wp-caption-text">Pozzo etrusco</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lucenelnero.wordpress.com/370/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lucenelnero.wordpress.com/370/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lucenelnero.wordpress.com/370/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lucenelnero.wordpress.com/370/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lucenelnero.wordpress.com/370/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lucenelnero.wordpress.com/370/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lucenelnero.wordpress.com/370/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lucenelnero.wordpress.com/370/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lucenelnero.wordpress.com/370/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lucenelnero.wordpress.com/370/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lucenelnero.wordpress.com/370/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lucenelnero.wordpress.com/370/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lucenelnero.wordpress.com/370/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lucenelnero.wordpress.com/370/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lucenelnero.wordpress.com&amp;blog=29174469&amp;post=370&amp;subd=lucenelnero&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">pozzo etrusco</media:title>
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