Una riflessione sull’umanità. O meglio, sulle capacità di adattamento, di provare compassione, di non provarne affatto. Sulle possibilità di ammattire o di non ammattire. Una riflessione sull’umanità da parte di creature non umane, ma che agli esseri umani si avvicinano, e che durano molto, molto tempo. Millenni, magari.
Una riflessione gentilmente offerta dalla seconda serie del Doctor Who.
Scilla scrive:
C’è una cosa del Doctor Who che mi manda nei matti. Non ho ancora capito se è splendido o se è ipocrita o che altro.
Beat scrive:
cosa? *C*
Scilla scrive:
Lui dice sempre:
“Sorry. I’m so sorry”
davanti a ogni cosa che vede di terribile o ogni azione crudele che è costretto a compiere o a cui deve prendere parte. E una volta si incavola con Rose, si pone molto duramente, fino a quando non lo dice anche lei. Sembra un messaggio, un sottotesto. Lo trovo molto bello, per tutto quello che vuol dire, però ci sto pensando. “Eh” mi viene da dire “se proprio ti dispiace tanto non lo fare. O se è inevitabile, amen. Deve essere così, lo fai e stai zitto.”
Rucci scrive:
Sì con me è passato. Capisco quello che vuoi dire, molte volte sembra solo la soluzione facile. Probabilmente la è. Non dimentichiamo mai che è uno show per bambini. =O= Cioè. per famiglie. poi prende dentro tutti.
Scilla scrive:
Sì, certo, ma qui va oltre il messaggio esplicito. Alle famiglie e ai bambini serve vedere che lui trionfa sul male. come un supereroe. Questo messaggio qui è più profondo e passa più in sordina.
Rucci scrive:
Sì ma un supereroe non chiede scusa. Lui sì. sempre.
Scilla scrive:
Eh, appunto.
Rucci scrive:
Perchè per qualunque lato che vince ce n’è uno che perde.
Beat scrive:
Yes. Chiede sempre scusa
Rucci scrive:
E’ una cosa che mi ha affascinata di questo show.
Scilla scrive:
E’ quello che mi tiene appesa.
E’ una cosa molto particolare, che mi tocca molto.
Rucci scrive:
Il dottore fa tutto quello che può. Ed è paradossale, perché avendo lui più potere di chiunque altro di cambiare le cose non sempre fa abbastanza. Ed è allucinante. Perché il dottore può TUTTO. Ma non può.
Beat scrive:
çOç e gli dispiace davvero
Rucci scrive:
Anche noi possiamo fare un sacco di cose ma quasi mai le facciamo giuste, o le facciamo tutte. Su di lui risalta di più perché ha potenzialità su tutto e su tutti eppure neanche lui, come noi, riesce a fare TUTTO o salvare TUTTI. Gli dispiace sempre tantissimo.
Scilla scrive:
Sì. Appunto.
Rucci scrive:
Eppure ti viene da chiederti quante cose del genere ha visto, perchè è vissuto così a lungo. A tratti sembra che si rinfocoli, a tratti è più rassegnato. A ciclo continuo.
Scilla scrive:
Mi sa di paradossale: una creatura così il “mi dispiace” o non lo sente oppure lo sente dentro, ma sta zitto, abbacinato dall’enormità che ha visto. Invece lui lo dice sempre. Come un vessillo.
Beat scrive:
Io dico che ci crede davvero.
Scilla scrive:
Anche secondo me ci crede davvero.
Rucci scrive:
Assolutamente ci crede.
Scilla scrive:
è che non è solo un crederci
è come se fosse diventata la sua bandiera
il suo credo. Ed è una cosa che ha molta luce e molta ombra dentro
Rucci scrive:
è che va a pari passo con la consapevolezza, e a tratti il suo fatalismo. Comunque non è facile conoscere già tutta la storia dell’universo XD
Sì, assolutamente.
Scilla scrive:
E’ un discorso che mi interessa molto perché l’altra sera spiegavo Ramtha e Pompon e mi è stato detto: “ma sono troppo umani per essere millenari”. Invece secondo me diventano “umani” proprio con lo scorrere di tutto quello che vedono.
Antus scrive:
Obiezione che ti feci anche io a suo tempo, peraltro.
Scilla scrive:
Eh infatti mi ricordo. Ma continuo a non trovarla “pertinente”. Invece trovo riscontro in questo “mi dispiace” di un altro millenario, con tutto quello che si porta dietro. E apre delle porte allucinanti
Rucci scrive:
Troppo umani non devono esserlo, ma si portano dientro delle scie di umanità proprio perché ci vivono dentro così tanto tempo.
Beat scrive:
Yes. dipende come un millenario decide di relazionarsi al mondo umano. Ci sono quelli che diventano di pietra e quelli che paradossalmente diventano più umani degli umani perché hanno tempo di affinarsi.
Rucci scrive:
lo trovo sensato anche per Ramtha e Pompon. Pompon è già più diversa perché è più isolata.
Antus scrive:
Non so, per me è estremamente implausibile che una creatura vivente e con tratti umani possa trascorrere millenni nel vedere sorgere regni ed imperi, e morire generazioni, senza necessariamente indurirsi o ammattire. Non dico “impossibile”…ma ESTREMAMENTE improbabile, per me, sì.
Ma è una questione di gusti, alla fine
Scilla scrive:
Più che di gusti, di possibilità
Se è possibile, allora si può fare. Non deve essere la norma, ma ci deve essere una possibilità che succeda.
Anche il Dottore, qui.
Chi ci dice che tutti i Time Lords avessero la stessa saggezza? Magari sì, ma magari non tutti. O chi ci dice che tutti, come il nostro, avessero questo dispiacere per il mondo decomponibile?

Tardis, la nave del Dottore.
DOTTORE: Oh Lumic, sei un uomo intelligente. Ti definirei un genio, ma qui ci sono io. Hai inventato tutto per combattere la tua malattia ed è geniale. E’ così umano! Ma una volta che vi sarete liberati di malattie e di mortalità, cosa rimarrà? I Cyberman non si evolveranno. Vi bloccherete soltanto. Rimarrete così per sempre. Una terra metallica, con uomini metallici e pensieri metallici. Perderete l’unica cosa che rende questo pianeta vivo. Le persone! Persone brillanti, stupide, ordinarie. Persone!
LUMIC: Sei orgoglioso delle tue emozioni?
DOTTORE: Oh, sì.
LUMIC: E allora dimmi, dottore, sai cos’è il rammarico? E la rabbia e il dolore?
DOTTORE: Sì, li conosco.
LUMIC: E fanno male?
DOTTORE: Oh, sì.
LUMIC: Io posso liberarti. Non lo vorresti? Una vita senza dolore.
DOTTORE: A quel punto potresti uccidermi.
(Da Doctor Who, 2×06, The Age of Steel, 2006)