“Bravo, entra nella vite” approvai. Per evitare i pampini Khaled dovette abbassarsi un po’ e, sulle sue spalle, io li scostai prima di impigliarmici.
Ci inoltrammo tra i filari, senza ormai frutto, nel profumo denso della terra. Il vento era come caduto e non si muoveva foglia.
“Dov’eri, prima di passare di qui?”
“Ovunque e da nessuna parte. Per l’esattezza, ero tornato in Iberia.”
“Come mai se niente ti aspettava?” chiesi, mentre mi sporgevo per indicargli un altare, in mezzo al campo.
Khaled si avvicinò con reverenza.
“Perché si può essere morti da migliaia di anni, ma la speranza non muore. Speravo ci fosse qualcosa. Ho trovato solo una bella cattedrale. Quella non è più la mia terra, se mai lo è stata.”
“Tu desideri tanto un posto in cui tornare.”
“Un giorno lo troverò” disse. Anche nella sua perfetta immobilità, però, la sua voce sembrò incrinarsi. Non ne era certo.
“Sì, credo di sì”.
Intanto mi sporsi verso le pietre. L’altare era un vecchio pozzo, le cui profondità attingevano a una sorgente sotterranea. Profumava di alghe e di acqua, ma poiché era in disuso era stato coperto da assi di legno fissate con cura. Tra le insenature, l’acqua raccoglieva la poca luce della notte e la restituiva in brillii sereni.
Sopra le assi c’erano mazzolini di fiori appassiti, una ciotola di chicchi di grano che gli uccelli avevano beccato via quasi del tutto, fogli infilati tra le pietre e perfino una treccia di capelli recisa, legata con due nastri rossi alle estremità.
Raccolsi un foglio a quadretti che non avevo visto nelle notti precedenti. Piegato in così tante parti che era diventato un quadratino minuscolo, grosso e bianco come un gioiello.
Lo aprii sotto gli occhi di Khaled, rimanendo comodo sulle sue spalle. Al mio ospite si schiuse davanti un mondo fatto di biro rosa, calligrafia rotonda e infantile ornata con gli adesivi di Simba e Nala de Il Re Leone.
“Guarda, Khaled. E’ la lettera di Ilaria. Ha dieci anni, abita in fondo alla strada. Tra poco sarà più alta di me.”
L’Uomo Nero guardò la pagina per lunghi istanti. Non avrei saputo dire se la stesse leggendo, se capisse le parole della mia lingua o meno.
“A chi pensa di scrivere?” domandò alla fine.
“Agli spiriti della terra. Non ci va tanto lontano.”
“E’ già tanto che non sia Babbo Natale” constatò Khaled e aggiunse: “Quanto all’altezza, mio piccolo amico, la tua ombra potrebbe distendersi fin tutta l’Asia. E’ un bene che tu non abbia un corpo adatto a quell’ombra: non potrei tenerti sulle spalle.”
Risi, tra i suoi capelli.
“Ci sto troppo comodo per lamentarmi.” Ripiegai la lettera e domandai a Khaled se gentilmente poteva infilarla tra le pietre del pozzo, in questo modo la piccola avrebbe capito che la sua preghiera era stata accolta.
“Vedi, il nonno di Ilaria è morto la settimana scorsa. Chiede nella lettera che il suo viaggio sia sereno. In questi luoghi è consuetudine affidarsi alla terra come pregare al funerale in chiesa.”
“E’ una terra molto antica, questa.” Confermò lui. Non sembrava stupito. “Sarà sereno il viaggio di quel nonno?”
“Ah, lo è già stato. Le Lasa lo hanno accompagnato a tre giorni dalla morte. E’ sempre così. Era una brava persona, anche se ha cercato di spararmi, una sera. Ma sono gente ruvida i contadini, che vuoi farci? Mi raccogli quel sasso bianco?”
Glielo indicai, vicino al pozzo, non più grande di una sua falange.
“Perché ti voleva sparare?”
“Credeva che fossi un animale, nell’erba alta. E si era messo in testa di proteggere le sue galline.”
Non a torto, del resto.
“Dubito che un’arma da fuoco possa farti poi realmente del male.”
“No, infatti. Ma non è divertente, in ogni caso. Adesso metti pure il sasso sull’altare per Ilaria, per piacere.”
Khaled eseguì.
“Non è abbastanza divertente vedere le loro facce che si chiedono perché, perché malgrado il caricatore vuoto, non sei a terra rantolante.”
Ci lasciammo al crocicchio dei sentieri sterrati, prima della via principale del paese. Khaled aveva bisogno di cacciare e io di ricongiungermi con Pompon.
“La tua Regina è d’accordo sul fatto che io alloggi nelle vostre terre?” domandò, prima di andare.
“Se lei non lo fosse, non ti avrei mosso l’invito. La conoscerai presto.”
“Sembri molto sicuro.”
“Dopo quasi tremila anni? Abbiamo una certa intesa.”
Personaggi: Ramtha e Khaled. Approfondisci QUI.
La Storia: biblos 1 – L’Uomo Nero
